“Tutti coloro erano felici d'abitare in quei luoghi, alcuni affermavano che senza la vista del mare sarebbe impossibile vivere. A me basta che quell'immagine rimanga nel mio spirito”.
Così J.W. GOETHE descrive Torre Annunziata che visitò durante il suo tour in Italia nel 1787.

È una cittadina in provincia di Napoli, sul golfo omonimo, con il Vesuvio a nord, l'area archeologica di Pompei ad est e l'isolotto di Rovigliano che, in silenzio, osserva la spiaggia di sabbia nera di origine vulcanica, sulla quale sorgono i lidi della marina del sole.
Città un tempo famosa grazie alla lavorazione della pasta, con l'appellativo di città dell'arte bianca, e alla produzione di armi: Carlo di Borbone vi fece costruire nel 1759 la Real Fabbrica d'Armi, inglobata oggi nello stabilimento militare Spolette.

STORIA

Torre Annunziata prende il suo nome da un'antica torre costruita in prossimità della costa per l'avvistamento dei pirati saraceni provenienti dal mare e dal culto per la vergine Annunziata.

In epoca romana la città era chiamata Oplontis. Alcuni storici ipotizzarono inizialmente che l'insediamento costituisse il porto sul mare di Pompei, ma il tenore particolarmente ricco delle strutture architettoniche ritrovate e delle decorazioni parietali delle dimore sembrano sostenere la teoria che si trattasse di una località di villeggiatura per ricchi proprietari.

In più, risulta alquanto difficile accettare la proposta di chi fa derivare il nome Oplontis dal greco oplon (= cordame per navi) o da plaion (= nave mercantile) o dalla radice greca op o dal latino opulus (= albero di sostegno per le viti). Più plausibile sembra la tesi dell'erudito Cluverio, che spiega Oplontis come ad Opulentos, in relazione ai proprietari che vi avevano fatto erigere le loro sontuose dimore.

E proprio tra queste costruzioni si impone la Villa romana di Poppea, probabilmente di proprietà della moglie dell'imperatore Nerone, o comunque appartenuta alla gens Poppaea.

L'eruzione del Vesuvio del 79 d.c. cancellò la città per circa mille e cento anni e tutta la zona tra il vulcano ed il mare fu ricoperta da una fitta foresta, covo di banditi da cui forse il nome di "silva mala" come allora era conosciuta.

Solo 19 il settembre 1319 Carlo d'Angiò concedeva quattro moggi di terra su richiesta dei cavalieri: Guglielmo da Nocera, Matteo Avitabile, Puccio Francone ed Andrea Petrucci per il loro desiderio di erigere una cappella da dedicare alla vergine Annunziata in località calcalora (fabbrica di calce). Fu così che ricomincia la storia di Torre, fino ad allora piccolo villaggio di pescatori.

TORRE ANNUNZIATA OGGI

La città attualmente si estende su un territorio di 20 kmq per un totale di 48.000 abitanti, ed ha conservato, seppur in parte, l'antica vocazione industriale.

Protettrice della città è la Madonna della neve. Secondo la tradizione nel XIV sec. i pescatori di Torre trovarono impigliata nelle reti, una cassa contenente un'icona di una Vergine con bambino. Poiché il ritrovamento avvenne un 5 di agosto, questo divenne il giorno in cui ogni anno si svolge la festa di s. Maria Nives. L'altra celebrazione non meno importante, anzi più nota, si svolge il 22 ottobre per ricordare la processione avvenuta nello stesso giorno dell'anno 1822, per implorare il soccorso della Madonna in occasione di un'eruzione del Vesuvio. Si narra che mentre la processione con la Vergine sostava a largo s. Teresa (oggi p.zza Cesaro) un raggio di sole all'improvviso squarciò le tenebre che quel mezzogiorno coprivano la città, illuminando il volto della Madonna. Contemporaneamente l'eruzione cessò. Da quella data ogni anno i marinai, che per averla ritrovata in mare hanno l'esclusivo onore di trasportarla sulle spalle, attraversano col sacro fardello le principali strade della città. ( Daniela Varetti )

DA VISITARE:

•  La città di Oplonti e la Villa di Poppea;
•  Le Terme vesuviane Nunziate;
•  La Real fabbrica d'Armi.